Se c’è un luogo dove passato e presente si fondono perfettamente e danno vita a scenari naturalistici e andropologici ineguagliabili questo posto è la Puglia.

Oggi vogliamo porre in risalto il Gargano e, in particolare, il tratto di costa che va da Peschici a Vieste. In questo tratto è possibile scorgere strane strutture, complesse e affascinanti nello stesso tempo: i Trabucchi.

Pare che fin dal tempo dei Fenici, secondo alcuni, questo antichissimo strumento di pesca e di lavoro tutto in legno di pino da leppo aiuti, o aiutasse, i pescatori della zona consentendo il loro lavoro senza la necessità di “scendere” in mare con la barca.

Come detto, realizzato tutto in legno, il Trabucco è conficcato nelle rocce che sovrastano questo tratto di mare Adriatico che bagna il promontorio del Gargano. Il luogo dove sono impiantati è scelto in base alla profondità del mare che deve essere come minimo di 5 metri.

Molti dei trabucchi che si possono trovare sulla strada litoranea e panoramica che porta da Peschici a Vieste sono tutt’oggi funzionanti e in grado di pescare, qualcuno è lasciato lì quasi come monumento a memoria dell’ingegno e del lavoro dell’uomo fin dalla notte dei tempi, qualcun altro è diventato punto di riferimento come luogo di ristorazione dove è possibile gustare ottimo pesce, qualcun altro ancora funziona e ancora, quando qualche vecchio pescatore ne ha voglia, fa il suo dovere di “aiuto” pescatore.

Il Trabucco è composto da una grande rete detta “trabocchetto” che viene calata in mare con un sistema di tiranti e pali in legno. Tale rete arriva, in alcuni casi alla misura di 50 metri per 45. La rete scende giù in mare per diversi metri e dopo un po’ di tempo viene tirata su lasciando intrappolati i pesci che stavano muovendosi sopra di essa. Un sistema antico ed efficace che, come detto, consente di non avventurarsi in mare con la barca.

Gli uomini che lavorano sul trabucco sono 4 e si chiamano “trabuccolanti”, due di loro lavorano ad un argano che consente di tirare su la rete che, per la sua grandezza, diventa pesantissima, uno fa da vedetta per avvistare i branchi di pesci di passaggio, l’ultimo fa da “capitano” di questa strana macchina da pesca e dà gli ordini coordinando il lavoro.

Grazie all’attività svolta dal Parco Nazionale del Gargano i Trabucchi sono stati riconosciuti come veri e propri tesori dell’area costiera e marina del Gargano. La loro salvaguardia e tutela si basa molto anche sui pescatori che sono disponibili a fare da “trabuccolanti”, purtroppo le persone o i giovani che vogliono dedicarsi a questo duro, ma affascinante lavoro sono sempre di meno.